Governo: Tofalo e Cioffi aspettano la chiamata
La partenza del governo un po’ arruffata era nelle cose, visto l’accumulo di questioni generato dalla lunga gestazione. Ma cominciare ad andare in giro per capitali europee, partecipare a vertici senza aver completato il governo e permesso al Parlamento di lavorare, è sembrato un po’ paradossale anche ad un premier che deve ancora prendere del tutto confidenza con i tempi della politica.
E così Giuseppe Conte ieri sera, al vertice convocato per discutere di migranti e della nave Aquarius, ha provato a stringere i leader dei due partiti alleati che devono ancora completare l’intesa sia sui posti di sottogoverno che sulle presidenze delle Commissioni. L’idea di Conte sarebbe quella di portare i nomi di vice e sottosegretari nel consiglio dei ministri di oggi in modo da chiudere un tormentone che dura già da troppo tempo. Non tutte le questioni sono però chiarite, a cominciare da quella strategica sulle telecomunicazioni, che da giorni è al centro di un vero e proprio braccio di ferro tra M5S e Lega. Entrando ieri sera a palazzo Chigi Matteo Salvini non ha escluso che alla fine la delega possa rimanere dentro al ministero dello Sviluppo e quindi in capo a Di Maio. Il leader della Lega e ministro dell’Interno non vuole farne una battaglia da fine mondo, ma la competenza riguarda la questione di un alleato con il quale il Carroccio intende mantenere buoni rapporti. Il veto grillino su Armando Siri però resta e non è facile individuare un altro nome che piaccia soprattutto a Salvini. Fonte: Il Mattino





